martedì 25 ottobre 2011

1,9 milioni giovani disoccupati

Fonte: Ansa.it

Sono quasi 2 milioni (1.944.000) in Italia i giovani tra i 25 e 34 anni senza lavoro. Un numero che ci fa guadagnare il primato negativo in Europa per il piu' alto tasso di giovani inattivi: 25,9% a fronte del 15,7% della media Ue. Lo rileva l'Ufficio studi della Confartigianato sottolineando come la situazione peggiori decisamente nel Mezzogiorno e per le giovani donne: 1.120.000 i giovani disoccupati al sud mentre la quota femminile e' pari a 1.341.000.

Infiltrazioni mafiose in edilizia. Al palo il sistema delle white list

Fonte: Siciliainformazioni.com
Di Rosario Cauchi

Da alcuni mesi, in Parlamento, si discute di contrasto agli interessi della criminalità organizzata in settori
strategici dell'economia italiana: su tutti, quello dell'edilizia.

Tra gli strumenti da tempo ritenuti più adatti alla missione, le cosiddette white list: elenchi di imprese pulite redatti ed aggiornati dalla prefetture.

Tra spontaneismo e interventi legislativi, però, questo sistema tarda a partire e, in alcuni casi, non si è mai avviato.

“Al momento – sostiene il componente della segreteria regionale siciliana della Fillea Cgil Ignazio Giudice – il sistema delle white list è, per così dire, in stand by. Molte prefetture non hanno mai stilato elenchi in grado di raccogliere i riferimenti alle imprese sane e, per questa ragione, da tutelare nell'assegnazione soprattutto degli appalti pubblici”.

In una direttiva del giugno di un anno fa, firmata dal ministro dell'interno Roberto Maroni ed indirizzata ai prefetti, si richiamava esplicitamente la necessità di redigere white list in grado di marcare la differenza fra imprese trasparenti ed aziende sospette: con particolare attenzione all'intera filiera edile, dalla vendita di inerti al sistema dei noli.

“Spesso – continua il sindacalista – non si riesce a capire il perché dei ritardi. E' vero che, soprattutto al sud, le prefetture sono impegnate su vari fronti. E' altrettanto vero, però, che senza queste liste difficilmente le amministrazioni pubbliche potranno sempre compiere i necessari controlli volti ad impedire l'assegnazione di appalti a società perlomeno grigie”.

Ma neanche l'attività delle camere appare brillare quanto ad efficacia nella preparazione di una specifica disciplina di legge in materia.

Lo scorso 13 settembre, nel corso di un'audizione davanti ai componenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei deputati, l'ingegnere Vincenzo Bonifati, delegato per i rapporti con le istituzioni per conto dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili, ha aspramente criticato il contenuto dell'articolo 5 del disegno di legge “per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione”.

Il provvedimento, infatti, istituisce, ufficialmente, le white list.

Ma, stando ai membri dell'Ance, proprio l'articolo 5 sarebbe assai generico nell'individuare i metodi di controllo da applicare e la loro periodicità.

La vera perplessità sollevata dai costruttori riguarda l'assenza di un obbligo d'iscrizione all'interno delle white list: quindi, questi elenchi, in assenza di modifiche legislative, diverrebbero semplici raccomandazioni alle quali le amministrazioni pubbliche potranno, o meno, conformarsi.

Insomma, un vero buco nell'acqua.

Fra i costruttori, infatti, è ancora vivo il ricordo del fallimento delle white list avviate per la ricostruzione dopo il sisma abruzzese: anche in quel caso, l'iscrizione negli elenchi stilati dalle prefetture non era obbligatoria, e i risultati, fatti di molteplici inchieste giudiziarie, non si sono fatti attendere.

“Il sindacato – conclude Giudice – non può che sperare nell'avvio di un sistema effettivamente capace di innalzare un muro all'accesso nei cantieri, favorendo le vere imprese e punendo, sonoramente, quelle che impongono il loro dominio partendo da basi patrimoniali illegali. Ne va del futuro di centinaia e centinaia di lavoratori”.
 

mercoledì 19 ottobre 2011

Accordo Confindustria - Ance contro mafia

Fonte: Ansa.it

Confindustria e Ance hanno siglato un protocollo per intensificare l'azione di contrasto alle infiltrazioni della criminalita' organizzata con l'obiettivo di aiutare le istituzioni a bonificare il territorio e permettere alle aziende di operare in un ambiente sano e competitivo. Tra i punti principali dell'accordo l'attuazione di una white list delle imprese operanti in settori ad alto rischio di infiltrazione criminale. Gli elenchi saranno istituiti presso le Prefetture.

martedì 18 ottobre 2011

"Chi non denuncia il pizzo è cancellato". Confcommercio Sicilia, approvato il nuovo codice etico

Fonte: Siciliainformazioni.com

I commercianti siciliani che pagano i pizzo senza denunciarlo da oggi verranno sospesi da Confcommercio, mentre chi verra' condannato in via definitiva per reati mafiosi verra' espulso dall'associazione. Sono soltanto alcune delle norme previste nel nuovo codice etico approvato oggi, all'unanimita', da Confcommercio Sicilia. Undici articoli in cui si impegnano i soci non solo a "rifiutare ogni rapporto con le organizzazioni mafiose" ma anche "fornire una guida morale ai consumatori".
A presentare il codice etico alla stampa sono il presidente di Confcomemrcio Sicilia Pietro Agen, Luca Squeri presidente della commissione per le Politiche di sicurezza e legalita' di Confcommercio nazionale e Claudio Risicato, presidente dell'associazione Antiracket di Catania. Chi non firmera' il codice etico "verra' allontanato dalla dirigenza" come tiene a sottolineare il presidente regionale Agen che ribadisce: "oggi e' partita la resistenza. Adesso si tratta di incoraggiare i nostri associati perche' non bisogna piu' avere paura. Da qui parte una nuova primavera". E ancora: "Oggi non ci sono piu' scuse per nessuno".

domenica 16 ottobre 2011

Cig riprende corsa, +50% a settembre

Fonte: Ansa.it

Riparte a settembre la corsa della cassa integrazione. Mettendo insieme i dati di tre distinte ricerche di Cgil, Cisl e Uil, emerge infatti che la cassa integrazione, dopo l'estate, ha ripreso a correre, con un aumento del 50% rispetto ad agosto (mese che potrebbe pero' essere viziato dal calo stagionale dovuto alle ferie) e del 3,7% su luglio, e un incremento particolarmente significativo nelle regioni del Mezzogiorno (+80% su agosto). I lavoratori in cassa a zero ore sono 470mila.

Manifesto dei professionisti liberi. Professionisti, LiberoFuturo e Addiopizzo, insieme contro la mafia

La straordinaria diffusione e pericolosità del sistema mafioso impone ad ogni soggetto sociale, singolo o associato, pubblico o privato, di svolgere un ruolo attivo nel contrastarlo.
 Siamo convinti, infatti, che la Mafia si potrà sconfiggere solo se a combatterla non saranno più alcuni soggetti isolati, ma tutte le istituzioni, compresi gli Ordini Professionali oltre che la larga maggioranza della società civile. All'origine della nascita degli Ordini c'è stata, tra l'altro, la necessità di vigilare sul corretto comportamento degli iscritti. Probabilmente questa funzione, con il trascorrere degli anni, ha perso l'importanza che il legislatore le aveva attribuito.
Per tutto ciò, il "Comitato dei PROFESSIONISTI LIBERI", insieme a LiberoFuturo e Addiopizzo, ha ritenuto utile redigere uno specifico Manifesto che, oltre a riprendere quanto già regolato dalle norme e dai codici deontologici, possa essere osservato nell'ambito più specifico della lotta al racket del pizzo ed al sistema mafioso.
Tutti coloro che sottoscriveranno la "Dichiarazione di impegno" entreranno a far parte di una lista di professionisti che sarà resa pubblica. Il Manifesto contiene norme etiche specifiche che, una volta sottoscritte, impegneranno pubblicamente al loro rispetto e all'attenta osservanza ogni singolo professionista, pena l'esclusione dalla lista stessa. Il Manifesto è rivolto a tutti i professionisti siano essi liberi professionisti o dipendenti pubblici e privati.
Essi, sottoscrivendolo, si impegnano a rispettarne le indicazioni nell'ambito delle loro competenze professionali e responsabilità individuali.

DICHIARAZIONE DI IMPEGNO
___________________________________________________________________________
IO SOTTOSCRITTO, CONSAPEVOLE CHE L’INOSSERVANZA COSTITUIREBBE
VIOLAZIONE DEI DOVERI DEONTOLOGICI PROFESSIONALI, MI IMPEGNO:
1.ad adoperarmi perché l’attività professionale sia esercitata nel rispetto degli interessi della
collettività in considerazione della sua funzione sociale e a non svolgere l’attività
professionale in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza,
alla libertà, alla dignità umana;
2.a denunciare, con il sostegno delle associazioni antiracket della FAI, ogni illecita richiesta
di danaro, prestazione o altra utilità formulata anche attraverso agenti, rappresentanti o
dipendenti e, comunque, ogni illecita interferenza riscontrata nell’esercizio delle mie
specifiche competenze professionali;
3.a respingere e denunciare qualsiasi altra forma di pressione o imposizione mafiosa tesa
a condizionare la mia attività e autonomia professionale;
4.a non prestare la mia opera professionale, anche sotto forma di pareri e consigli, a
soggetti condannati per mafia o comunque incorsi in gravi violazioni di legge, qualora
non previsto per legge e salvi i casi di necessità, per salvaguardare i diritti fondamentali
della persona umana, come il diritto alla salute ed il diritto alla difesa nel giusto processo;
5.a non proporre o concludere affari o stringere patti societari con soggetti imputati o
condannati per mafia;
6.a denunciare, qualora non contravvenga allo specifico segreto professionale previsto per
legge o dagli specifici Codici deontologici professionali, ogni intimidazione o
imposizione mafiosa di cui dovessi venire a conoscenza nello svolgimento della mia
attività e comunque nell’ambito delle mie specifiche competenze professionali e
responsabilità individuali;
7.ad informare il Comitato, senza omissioni, su tutte le vicende rilevanti, giudiziarie e non,
che riguardano la mia attività professionale;
8.a prestare la massima collaborazione per la prevenzione dell'uso del sistema finanziario
a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose;
9.a spingere i miei committenti, qualora fossero taglieggiati, a denunciare gli estorsori;
10.a preferire, sia nello svolgimento dell'attività professionale che nella qualità di cittadino
consumatore, i prodotti, i beni e i servizi offerti dai Professionisti Liberi, dalle imprese
inserite nel circuito del Consumo critico Addiopizzo e dalle aziende che producono sui
beni confiscati alle Mafie.

giovedì 13 ottobre 2011

La memoria in marcia. La mafia non è solo Matteo Messina Denaro e i grandi sistemi criminali. E' l'estorsore che chiede il pizzo...

Fonte: Siciliainformazioni.com


Sono trascorsi quasi 20 anni dal 23 maggio del 1992 in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro , Rocco Di Cillo e Vito Schifani.


Da allora parole come mafia e legalità non sono più un tabù, sono entrate a far parte del linguaggio quotidiano e via via sono anche diventate patrimonio comune. Ormai sembra quasi che la mafia sia diventata un lontano ricordo. Ma non è così, non è vero. Continua ad ammorbare ogni giorno l’aria che respiriamo in modi e forme più o meno evidenti, negli atteggiamenti che purtroppo sono ancora da “malacarne”, nelle piccole o grandi illegalità che quotidianamente si consumano nella nostra terra e che sono ancora un retaggio evidente delle logiche di Cosa Nostra.


La mafia non è soltanto Matteo Messina Denaro, i capimafia più conosciuti e i grandi sistemi criminali. E’ anche e soprattutto l’estorsore che vuole uccidere l’economia sana e pulita chiedendo il pizzo, la prepotenza e l’arroganza di chi pensa che tutto gli sia consentito, il mettere la testa sotto la sabbia dinanzi ai soprusi ed alle illegalità, con la convinzione che “è così che va il mondo”.


A Palermo ci sono i mafiosi ma ci sono anche e soprattutto le persone perbene. Sono quelle che hanno partecipato in massa ai funerali delle vittime della strage di Capaci, che hanno gridato la loro indignazione, la loro vergogna, il loro anelito di libertà da Cosa Nostra. Negli anni la partecipazione della parte migliore della nostra terra alle manifestazioni contro la Mafia si è affievolita. Non è venuta meno la voglia dell’impegno civile, forse ci si è solo stufati di eventi più di facciata che di sostanza, che servono solo ad accendere i riflettori per breve tempo su Cosa Nostra e talvolta a dare visibilità all’uomo o alla donna più in vista del momento.

Ma c’è di più. Per molti di noi questa pagina buia della storia italiana e siciliana è anche un pezzo di vissuto, una parte della propria vita, un evento che ci ha segnato e cambiato. Ma per le nuove generazioni non è così. Una ragazza o un ragazzo di vent’anni non lo conoscono come vissuto. Per loro è un evento della passato, della “storia”. Recente ma pur sempre storia. Occorre, allora, non soltanto la manifestazione di facciata, l’evento organizzato per le scuole al quale i ragazzi e bambini partecipano così come potrebbero partecipare a un evento letto sui libri, raccontato dagli insegnanti. Serve partecipazione attiva di tutti, serve una memoria da tramandare nel tempo non solo come un capitolo di storia ma caricandola di tutte le emozioni che ognuno di noi, poliziotto o magistrato, giornalista o cittadino, hanno vissuto e continuano a rivivere ogni anno.

E’ ora di tornare a metterci la faccia, riappropriandosi del proprio diritto, da singolo cittadino, di urlare il proprio disgusto verso la mafia e verso i modi di essere mafiosi. Dobbiamo avere uno scatto d’orgoglio e dire che ciascuno di noi ricorda e compie, nel proprio piccolo, atti di “quotidiano eroismo” per dire che la mafia è “una montagna di merda” (Peppino Impastato cit.).

Quest’anno l’associazione “Quarto Savona Quindici” (il nome in codice della squadra a cui era assegnata la tutela di Giovanni Falcone), presieduta da Tina Montinaro, vedova di Antonio, il caposcorta del giudice ucciso, sta organizzando una catena umana che partirà dall’aeroporto la mattina del 23 maggio e si snoderà lungo l’autostrada Mazara Del Vallo-Palermo per concludersi alle 17.58, ora in cui avvenne la strage. Ognuno di voi può dare il proprio contributo in qualsiasi forma per testimoniare che basta poco per essere “Capaci”. La manifestazione non sarà appannaggio di pochi, ma di tutte le persone perbene che vogliono ricordare momenti bui della nostra storia e riaffermare la speranza in un domani migliore. Non ci saranno etichette di alcun genere, risultati personali da conseguire o interessi speculativi da rincorrere. La catena umana sarà di ciascuno di noi.

“Chi fa questo lavoro ha capacità di scegliere fra la paura e la vigliaccheria. La paura è qualcosa che tutti abbiamo. E’ la vigliaccheria che non si capisce. Io, come tutti gli uomini, ho paura ma non sono un vigliacco”. (Tratto da un’intervista ad Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone, ucciso, a 29 anni, il 23 maggio 1992)