mercoledì 8 dicembre 2010

Appalti pubblici in Sicilia, per gli edili la nuova legge rischia di generare una gara al ribasso

8.12.2010
Fonte: Siciliainformazioni.com

Con l’avvento della nuova normativa regionale, il settore dei lavori pubblici in Sicilia potrebbe trasformarsi in un campo di gara dove a vincere è chi offre di meno. Ne sono convinti i rappresentanti dell’Ance isolana. “Nelle ultime settimane-affermano in una nota-nella nostra regione stiamo assistendo all’affidamento di importanti appalti pubblici con ribassi che arrivano, addirittura, fino al 48%”.
Secondo i costruttori siciliani,

infatti, la disciplina entrata in vigore lo scorso agosto incide soprattutto sugli appalti di valore compreso tra 1 e 5 milioni di euro. “In alcuni casi-continuano-le gare sono state vinte con ribassi del 53%, tali da non assicurare alcuna certezza né per quanto concerne la qualità delle opere né sul piano della tutela dei lavoratori”.Ai costruttori si affianca anche la Fillea Cgil: la segreteria regionale del sindacato, infatti, ribadisce la preoccupazione per un sistema che potrebbe generare conseguenze irreparabili, in assenza di ulteriori modifiche normative.
“Il problema principale-afferma un tecnico del settore-è semplice da individuare, la legge 16 dello scorso agosto interveniva per eliminare l’anomalia di gare concluse con partecipanti in grado di presentare la stessa percentuale di ribasso, la fatidica soglia del 7,3152%”.
La disciplina appena varata dalla Regione, invece, si fonda sul criterio del maggior ribasso e, di conseguenza, ogni azienda cerca di produrre l’offerta più conveniente. “Effettivamente-continua il tecnico-la denuncia dell’Ance è fondata, perché possono registrasi casi di ribassi sproporzionati finalizzati a battere la concorrenza, ma è anche vero che le amministrazioni pubbliche possono sempre ricorrere al sistema della soglia di anomalia, vagliando, attraverso specifiche commissioni di gare, tutte le giustificazioni presentate dalle imprese”.
Non ci sarebbe, quindi, l’obbligo di accogliere in ogni caso proposte con ribassi elevati. “Per evitare la proroga di situazioni-dichiarano i rappresentanti Ance- che potrebbero incidere sulla qualità di importanti cantieri pubblici e sulla sicurezza dei lavoratori, chiediamo alla Regione un immediato stop ai bandi di importo compreso tra 1 e 5 milioni di euro”.

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